Palazzo Ghetti restituito alla città

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   Col restauro della parte nobile del Palazzo Ghetti, l’antico borgo San Giovanni riacquista un edificio di pregio che si inserisce all’interno di un più vasto piano di riqualificazione urbana sull’asta compresa dall’Arco d’Augusto alla Colonnella. L’amministrazione comunale ha deciso di destinare l’edificio a propri uffici aperti al pubblico, ed ha altresì deciso di procedere anche alla progettazione per il recupero delle due ali, anch’esse da destinare ad uffici comunali.
Nell’immediato l’edificio ospiterà l’assessorato al decentramento, gli uffici del Difensore Civico e parte dell’area tecnica (pianificazione, infrastrutture. VIA, sicurezza) ed una sala attrezzata per attività formativa rivolta agli operatori della pubblica amministrazione.

  L’antica fabbrica di zolfanelli, in cui lavoravano oltre 300 riminesi, torna così ad ospitare colletti bianchi che producono servizi ai cittadini ed alla città in una continuità storica che riassume in sé il progresso umano, democratico e tecnologico di un secolo e mezzo di storia.

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  La restituzione alla città di questo edificio storico di pregevole fattura architettonica è anche il frutto della ottima opera di restauro diretta dall’Architetto Pier Luigi Foschi e realizzata con professionalità dall’impresa esecutrice cui indirizzo il ringraziamento della amministrazione

I lavori di restauro

  Il Palazzo Ghetti è stato costruito dall’Arch. Giovanni Benedettini nel 1857, come sede di una “Fabbrica di zolfanelli fosforici” che in quei tempi produceva fiammiferi “innocui e di sicurezza” impiegando oltre trecento dipendenti.

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  L’ architetto Benedettini si era già contraddistinto per le sue architetture neoclassiche con anche richiami neorinascimentali. Egli si era formato alla scuola del Poletti con il quale collaborò come direttore dei lavori alla costruzione del Teatro Comunale. Lo stesso architetto progettò anche altri importanti edifici della zona, quali il Palazzo della Cassa di Risparmio di Rimini (ora Palazzo Giovannini), il Palazzo Rollio-Ripa sul Corso, la Chiesa di Santa Chiara di Rimini ed il Palazzo comunale di Santarcangelo.

  L’edificio costituisce un elemento architettonico “forte”dei Borgo di S. Giovanni, assieme all’omonima Chiesa, esso si articola in un corpo di fabbrica “di rappresentanza” che si affaccia sulla via XX Settembre e due ali che delimitano il cortile posteriore che giunge fino alla via Circonvallazione Meridionale

  L’ala nobile, o di rappresentanza, che è stata oggetto di un primo intervento, è costituita da un piano terra di mq.239, con un piccolo cortile ed un porticato di notevole effetto scenografico, un piano interrato di mq.146, un mezzanino di mq.104, un primo ed un secondo piano ciascuno di mq.328, serviti da un’unica scala poggiata su archi rampanti in muratura, complessivamente l’edificio ha mq.1145 di superficie utile.

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La struttura muraria in laterizio presentava la necessità di rinforzi, ottenuti con iniezioni di leganti e risarcimenti con la tecnica del “cuci-scuci”; gli interventi statici hanno comportato anche un notevole miglioramento sotto il profilo antisismico. I solai in legno sono stati consolidati mantenendo la tipologia originaria, come pure si è mantenuta la caratterizzazione dell’edificio sotto il profilo delle finiture, dai pavimenti al trattamento dei paramenti esterni, fino ai balaustrini in ghisa delle scale e dei balconi.
  L’intervento sarà sostanzialmente di restauro filologico, nel rispetto del vincolo della legge 1089/39, pur procedendo all’adeguamento alle norme di sicurezza e all’eliminazione delle barriere architettoniche.